Storia della lavatrice

Prima dell’avvento delle lavatrici, la gente lavava i propri vestiti martellandoli sulle pietre e lavando via la sporcizia in acqua corrente. Come abrasivo per liberare lo sporco veniva usata la sabbia. Il sapone è stato scoperto sulla collina di Sapo vicino a Roma quando si osservò che le ceneri contenenti il grasso degli animali sacrificali avevano un buon potere detergente. Nel 1677 il baronetto John Hoskins mise a punto un sistema per lavare i panni, o piuttosto per sciacquarli. Si trattava di un cestello di cordame che veniva fatto ruotare a mano sotto un getto d’acqua. L’inventore della lavabiancheria è però ritenuto Thomas Bradford, che ideò nel 1860 un modello che aveva già i principi di funzionamento degli apparecchi moderni. Era costituito da una gabbia ottagonale in legno (nella quale venivano messi i panni da lavare), inserita in una scatola più grande, sempre in legno, riempita con acqua e sapone. Una manovella faceva quindi ruotare la scatola più piccola. A contendere a Bradford il titolo di inventore della lavatrice c’è William Blackstone, un mercante di sementi americano che, nel 1874, costruì una lavatrice  

per fare un regalo di compleanno alla moglie. Si trattava di un barile di legno riempito con acqua calda saponata. I panni venivano scossi da un asse dotato di lunghi pioli, che si muoveva manualmente in alto e in basso. Visto il buon funzionamento, il sig. Blackstone cominciò a costruire e vendere le sue lavatrici a 2.50 dollari. Cinque anni più tardi ha spostato la sua azienda verso Jamestown, New York in cui è tuttora insediato e dove ancora produce lavatrici. Uno strizzatore, inventato nel 1861, è stato poi aggiunto alla lavatrice. Verso il 1900 le vasche di metallo hanno sostituito quelle di legno. Le cinghie di azionamento hanno reso possibile l'uso dei motori inizialmente a benzina o a vapore fino all’introduzione del motore elettrico usato per la prima volta nel 1906.
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