E-commerce, consigli per gli acquisti

Navigare in rete nella più assoluta sicurezza, lontani da trappole e criminali. Per il momento è ancora un'utopia, ma nel frattempo la schiera, sempre più numerosa, di compratori on-line si difende con accorgimenti che permettono di non cadere nelle mani di hacker senza scrupoli. il concetto giuridico di commercio elettronico è stato introdotto nel nostro Paese dal decreto legislativo Bersani, il 114 del 31 marzo 1998. La legge prevede per chi voglia mettersi a vendere prodotti on-line gli stessi requisiti degli altri commercianti. Il privato può vendere direttamente beni personali, ma se quel tipo di vendita diventa un'attività primaria scatta l'obbligo di regolarizzare la posizione. In altri termini: nessuno può contestare al signor Rossi la vendita su eBay dell'intera discografia di MIna al signor Bianchi. Ma se lo stesso vende oggi i dischi di Mina, domani le compilation di Sanremo, poi l'ultimo cd di Zarrillo è lecito domandarsi se non si tratti di un negozio di dischi vero e proprio o di un grossista del tutto abusivo. E' da situazioni come queste che vengono a galla decine di evasori fiscali totali.  

Qualche consiglio per l'e-commerce sicuro: 1) verificare la presenza on-line di informazioni relative all'organizzazione della società di vendita. Spesso è sufficiente conoscere un numero di telefono fisso per effettuare un primo riscontro sull'esistenza di quella società. Lo stesso vale per la pubblicazione di un domicilio fisico (diffidare sempre da chi mette solo l'e-mail); 2) buon segno se nell'home page appare il numero di partita Iva della società e dell'iscrizione alla Camera di Commercio: cliccando sul sito dell'Agenzia delle Entrate è possibile scoprire se la ditta esiste e se corrisponde a quella cui stiamo per dare dei soldi; 3) le finanziarie e le società di intermediazione hanno l'obbligo di legge di inserire nella prima schermata il link al sito dell'Ufficio Italiano Cambi con il loro relativo numero di iscrizione.
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