| La si definisce AI, Intelligenza Artificiale: è la possibilità di far svolgere a un calcolatore alcune funzioni e alcuni ragionamenti tipici della mente umana. Ora questo software fantascientifico è stato incorporato negli apparecchi acustici con un progresso rivoluzionario. I nuovi apparecchi «intelligenti» sono in grado di distinguere in modo netto non solo la presenza delle voci umane dagli altri tipi di rumore ambientale, ma anche della voce principale, a cui si vuole prestare attenzione, dalle altre voci. Noi non percepiamo i suoni che ci provengono dall'ambiente sempre con la stessa intensità. L'apparato uditivo sano, infatti, è dotato di un sistema di ricezione, basato su un meccanismo di selezione naturale. Quando nell'insieme dei suoni viene rilevata la presenza di voce umana, questo meccanismo, situato nella coclea (la parte dell'orecchio interno a forma di canaletto a spirale) innesca una sorta di preallarme e l'elaborazione dei segnali inviati al cervello viene potenziata, in modo da consentire al cervello
di decodificare le parole. |
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In coloro che presentano problemi uditivi, il funzionamento di questo meccanismo risulta indebolito. I suoni che pervengono al cervello sono difficilmente distinguibili dal rumore di fondo, tant'è vero che la persona lamenta di "sentire", ma di non "capire", le parole. A differenza degli apparecchi acustici tradizionali, quelli di ultima generazione, tramite un sistema di elaborazione dotato di Intelligenza Artificiale, "imitano" il funzionamento del cervello, focalizzando di volta in volta i suoni più importanti, come la voce, la sua direzione e la sua provenienza, calcolando le condizioni che consentono di recepirla al meglio. I risultati sono promettenti: la comprensione della voce è facilitata, anche nel rumore.
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