| Nel nostro Paese le persone che dormono male sono un piccolo esercito: 12 milioni, pari a un italiano su cinque. Un dato che emerge dallo studio Morfeo realizzato dall'Aims, l'Associazione italiana di medicina del sonno. Il problema è che spesso si tende a non considerare l’insonnia una vera malattia e si cerca di risolverla più con i rimedi degli amici che chiedendo aiuto ai medici Si è scoperto che i pazienti sembrano presentare una predisposizione familiare, soprattutto se i sintomi si manifestano nell'infanzia e nell'adolescenza. In alcuni studi emerge che il 55% dei pazienti con insonnia insorta prima dei 18 anni ha già un altro familiare malato. Purtroppo i geni non sono stati ancora identificati. Per curarla pare si sia trovato un nuovo tipo di sonnifero che si chiama Lunesta (eszopiclone).
Sembra non avere le classiche controindicazioni dei farmaci ipnotici. E sembra non provocare neanche sonnolenza il giorno dopo. Ma c'è chi sostiene che i farmaci in realtà non servono. Almeno a lungo termine. Gregg Jacobs della Harvard Medical School ha, per esempio, pubblicato un interessante
studio sulla rivista «Archives of Internal |
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Medicine». Ha diviso in più gruppi 63 insonni e ha scoperto che, dopo 4 settimane di cure, chi faceva una seduta di psicoterapia cognitivo-comportamentale alla settimana (con o senza farmaco) aveva ridotto il tempo necessario per addormentarsi del 44% contro il 29% di chi prendeva solo il farmaco. Non solo: dopo 8 settimane chi faceva psicoterapia era ancora migliorato, mentre chi prendeva solo la pillola non ne riceveva più benefici (colpa dell'assuefazione?). Per avere sonni tranquilli a volte basta anche evitare il consumo abituale di liquori e vini la sera. L'effetto immediato è sedativo, ma dopo poche ore l'alcol provoca dei risvegli. E poi non bisogna dimenticare la lunga lista di farmaci che possono causare insonnia: dagli antiasmatici agli antidepressivi, dai cortisonici agli antibiotici.
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