Cellulari e cellule

Uno studio sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche che aveva per oggetto soltanto una sperimentazione di laboratorio ha fornito dei risultati inquietanti. I ricercatori si sono concentrati sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche su cellule animali ed umane. Le cellule, dopo un'esposizione a campi elettromagnetici simili a quelli emessi dai cellulari, hanno mostrato un aumento delle frammentazioni dei filamenti sia doppi che singoli del Dna, e la cellula non sempre riusciva a riparare il danno. Il tasso di radiazioni utilizzato in occasione di queste sperimentazioni variava tra 0.3 e 2 watt di radiazioni assorbite per un chilogrammo di tessuto organico. Il tasso dei campi generati dai telefoni portatili varia tra 0.5 e 1 watt per Kg. Non è il caso di diffondere allarmismi tra gli utenti della telefonia cellulare. I ricercatori precisano che questi risultati sono validi soltanto sulle cellule osservate in laboratorio, e non su un organismo vivente nella sua interezza.  

Nuove sperimentazioni dovranno ancora essere eseguite per almeno cinque anni su volontari umani ed animali, prima di trarre ogni conclusione. Intanto una società tedesca ha già annunciato la messa a punto di un telefonino che sarebbe in grado di diminuire significativamente i "possibili" effetti nocivi delle radiazioni elettromagnetiche.
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