La sicurezza che viene dall’elettronica

Quando per ragioni qualsiasi in curva la macchina tende a sbandare, ecco che l’ESP ci viene in aiuto. Di cosa si tratta? L’ESP (Electronic Stability Program) è un sistema elettronico del controllo della stabilità che mediante i suoi sensori (d’assetto, d’imbardata, angolo di sterzata) rileva il comportamento della macchina e attraverso la regolazione automatica e separata dei freni, del motore e della trasmissione impedisce all’autovettura eventuali perdite di stabilità. Facciamo un esempio: se entrando in curva a causa di scarsa aderenza fossimo soggetti ad un fenomeno di sottosterzo L’ESP interverrebbe provvedendo a frenare la ruota posteriore interna in modo da provocare un effetto “compasso” che tenderebbe a riallineare la vettura con la traiettoria corretta. In questo modo il pilota non trova difficoltà a riprendere la marcia corretta. Come si vede tale dispositivo permette perfino al guidatore più inesperto di governare con facilità la propria vettura, pur trovandosi in condizioni di aderenza critiche (superfici viscide o innevate).  

Viste le innumerevoli varabili delle quali deve tenere conto, L’ESP è dotato di elevate capacità di calcolo, difatti è tuttora l’impianto che possiede maggiore memoria (48 KiloByte), ben quattro volte in più rispetto a quella del più comune ABS. Il suo tempo d’intervento è addirittura nell’ordine dei 20 millesimi di secondo! Questo straordinario dispositivo è uno dei più sofisticati in commercio e, essendo piuttosto costoso, non è ancora molto diffuso. E se anche abbiamo la fortuna di guidare una vettura che ne è dotata, ricordiamoci sempre che neppure l’ESP è in grado di sovvertire le leggi della fisica: se il fondo stradale è ghiacciato, nessun sistema al mondo può consentire alla nostra autovettura di affrontare una curva a 100 km/h!
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