La storia del gelato

La prima invenzione del gelato si fa risalire,tanto per cambiare, ai Cinesi, che utilizzavano la neve, come pare facessero anche gli Egizi, i Persiani e i Romani. Nel Medioevo, afflitto da guerre ed invasioni Barbariche, il gelato scomparve dall'Occidente. Lo reintrodussero gli Arabi con la conquista della Sicilia, arricchito dall'uso dello zucchero e nuovi succhi di frutta. Si ritiene che sorbetto sia parola di derivazione araba: da sharbat, cioè bibita fresca. Il gelato era conosciuto anche nell'antica Roma e si dice che Alessandro Magno, durante le sue marce verso l'India, gustasse miele, frutta e spezie impastati con neve che si faceva portare dai suoi veloci corrieri. La storia del gelato, in altre parole, si confonde nella leggenda. Di tempi più recenti, però, si hanno alcune notizie certe. Ed è il genio italico che rilancia e diffonde questa golosità. Nel XVI secolo a Firenze ad esempio, il gelato ha avuto due padri: Ruggeri, un allevatore di polli, che partecipò ad una gara culinaria con miscuglio congelato di zabaione, panna e frutta e Buontalenti, abilissimo chimico che preparò  

con grande successo, per una delegazione di Spagnoli, una miscela simile a quella usata oggi per produrre il ghiaccio artificiale. Gli Spagnoli divulgarono la notizia in tutta Europa e la regina Caterina De Medici convocò (rapì, secondo alcuni) i Gelatieri fiorentini. Un secolo più tardi il palermitano Procopio dei Coltelli aprì a Parigi il "Caffè Procope”: ritrovo che offriva una vasto scelta di "acque gelate" (odierne granite), gelati di frutta, "crema gelato", "sorbetto di fragole"… Il "Caffè" divenne il più celebre ritrovo letterario d'Europa. A New York fu il genovese Bosio che nel 1770 aprì la prima gelateria, e ancora un italiano, Vittorio Marchionni inventa ai primi del ‘900 il "cono da passeggio".
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