Memoria in pillole

Volete avere più memoria? Basta con gli esercizi mnemonici, i test, le tecniche di apprendimento: il settimanale americano «Newsweek» sostiene che basterà forse prendere una pillola per ricordarsi meglio le cose. Lo ha scritto qualche mese fa dedicando la sua storia di copertina proprio all'aiuto farmacologico per i ricordi. Sì, perché negli Usa è già un business e diverse aziende biotech si apprestano a lanciare farmaci basati sulle ultime ricerche in fatto di memoria. Gli studi più promettenti sono quelli condotti dal premio Nobel Eric Kandel sul sistema nervoso di un organismo molto semplice, l'Aplysia, una lumaca marina che ha aiutato gli scienziati a capire come funziona la memoria a livello biochimico. Il «cervello» di questa lumaca è molto elementare, formato da pochi neuroni e di rilevanti dimensioni. E' quindi un ottimo «modello» per identificare le singole cellule nervose responsabili dei vari comportamenti. Non solo: le molecole della memoria di questa lumaca sono molto simili a quelle degli esseri umani.  

E' stato scoperto, per esempio, che sia nell'Aplysia che nell'uomo la quantità di una proteina (Creb) è legata alla memoria. Meno Creb equivale a meno capacità di formare i ricordi: il cervello ha infatti meno capacità di rimodellare i collegamenti dei neuroni, le sinapsi, che sono alla base della memoria. Il risultato pratico di questa ricerca è la messa a punto di diversi farmaci che riescono ad aumentare la proteina Creb, inibendo l'attività di alcuni enzimi (i fosfodiesterasi) e migliorando così la capacità mnemonica a lungo termine.
Indietro